I crioultrasuoni: perché ultrasuoni e crioterapia insieme sono più forti

In questo articolo parliamo di terapia del freddo e del perché una tecnologia combinata con gli ultrasuoni non può che apportare solo benefici al trattamento terapeutico: al massaggio meccanico ad alta frequenza uniamo l’azione di riduzione dello stato infiammatorio.

Che il freddo aiuti ad alleviare il dolore è un concetto ormai ben risaputo. La crioterapia o terapia del freddo infatti ha origine antiche ed è stata utilizzata da sempre per attenuare i disturbi più comuni. Il motivo della sua efficacia è tanto chiaro quanto semplice: l’applicazione del freddo riduce l’infiammazione dei tessuti.

Le nostre reminescenze sul processo infiammatorio dovrebbero permetterci di ricordare quali sono i 5 segni caratteristici di un tessuto infiammato: l’arrossamento, il calore, il gonfiore, il dolore e la perdita di funzionalità. Alla base di questo processo troviamo la liberazione di numerose sostanze chimiche che prendono il nome complessivo di mediatori dell’infiammazione. Istamina, serotonina, bradichinina, e le varie prostaglandine sono alcune di queste sostanze che, tra le altre cose, hanno il compito ed il ruolo di portare ad una vasodilatazione all’interno dei tessuti con conseguente arrossamento, aumento della temperatura per il maggior afflusso di sangue, formazione di edemi e gonfiore. La loro attività inoltre a livello di nocicettori conduce ad un aumento della sensazione dolorifica, in una sequenza che si conclude invariabilmente con una funzionalità compromessa.

Sappiamo tutti che la reazione infiammatoria è solo la parte iniziale del più lungo percorso che porta a guarigione, ed è indispensabile che avvenga al fine di ottenere una restituzione alla normalità dei tessuti; a volte, tuttavia, la fase acuta dell’infiammazione è tale da richiedere di dover essere contenuta e limitata, per ridurre il disagio che ne consegue.

La crioterapia e l’utilizzo del freddo agiscono proprio in questo contesto.

Determina infatti un’importante vasocostrizione che limita l’afflusso di sangue, riducendo la formazione di edema ed il massiccio arrivo di citochine nei tessuti coinvolti 1-2. Diminuisce localmente la temperatura rallentando le reazioni chimiche dei mediatori che innescano e mantengono la reazione infiammatoria. Limita la stimolazione dei nocicettori e rallenta la conduzione nervosa, diminuendo di conseguenza la sensazione dolorosa percepita 1-2.

Escludendo la farmacoterapia, di esclusiva  competenza medica, l’unico rimedio efficace in queste prime fasi è quindi da sempre stato quello del freddo. Non è quindi un caso che nella medicina dello sport e nella medicina ortopedica il più semplice protocollo di intervento per arginare la reazione infiammatoria prenda il nome di R.I.C.E 3, acronimo inglese per Rest (riposo), Ice (ghiaccio), Compression (compressione) ed Elevation (elevazione), in cui, al fine di contenere l’infiammazione, ridurre il travaso di liquidi e limitare il dolore, l’uso del freddo svolge una parte estremamente importante.

La fase acuta del processo infiammatorio per questi motivi è sempre stata un serio problema per l’attività terapeutica del fisioterapista, che, per il suo ruolo, si è sempre dovuto limitare a tali protocolli con un margine di azione piuttosto limitato nonostante la medicina dello sport e l’ortopedia siano ambiti nei quali la professione si trova particolarmente a suo agio.

È l’innovazione tecnologica quella che oggi ci permette di non essere più passivi di fronte a casi come questi, e per farlo ha dovuto semplicemente integrare fra loro due provati strumenti di trattamento consentendone l’azione concomitante e sinergica. Già Aristotele affermava che il tutto è maggiore della somma delle sue parti, legge di natura alla base della psicologia della Gestalt e della medicina olistica, e lo sappiamo benissimo: le grandi idee si basano notoriamente su concetti semplici ed immediati.

crioterapia efficace con ultrasuoni

I Crioultrasuoni: perché non affiancare ad una macchina ultrasuoni l’influente potere della crioterapia?

Gli ultrasuoni in fisioterapia sono una tipologia di trattamento la cui efficacia è riconosciuta da tempo 4-6. Grazie all’attività terapeutica delle vibrazioni ad alta frequenza sui tessuti, l’ultrasuonoterapia esercita un importante stimolo al processo di  guarigione, riducendo in tal modo i tempi di recupero.

Ecco quindi che nascono i crioultrasuoni, i quali consentono l’utilizzo combinato delle due metodiche, permettendo di ottenere i benefici del massaggio meccanico cellulare ed intracellulare ad alta frequenza, caratteristico di un apparecchio ad ultrasuoni, coniugato con l’azione di riduzione del processo flogistico proprio della crioterapia.

L’applicazione del freddo in questo ambito, oltre a tutti i benefici già riportati, consente di limitare gli spasmi muscolari caratteristici di una fase infiammatoria acuta, compattando per di più i tessuti e permettendo un miglioramento della trasmissione delle onde sonore. Inoltre si ottiene un annullamento dell’effetto termico conseguente all’utilizzo dell’ultrasuono, che, in una fase acuta, potrebbe essere addirittura controproducente al recupero.

Non una somma ma una sinergia efficace che accelera il recupero del paziente.

Tutti gli effetti che l’ultrasuono freddo produce quindi sui tessuti non sono solo la semplice somma di due diverse ed efficaci metodiche terapeutiche, ma un vero e proprio connubio sinergico che amplifica l’efficacia di entrambi e consente il loro utilizzo anche in quelle situazioni in cui è assolutamente indicato iniziare precocemente il trattamento, al fine di accelerare il recupero.

L’azione meccanica dell’ultrasuono, combinata con il freddo, ci permette quindi di agire in tutte quelle situazioni di infiammazione acuta che ci vedevano solo spettatori passivi in attesa di poter intervenire.

L’ottimizzazione dell’attività terapeutica ottenuta dal crioultrasuono, riducendo velocemente il gonfiore, evitando la formazione di ematomi e diminuendo drasticamente la sensazione dolorosa, consente un precoce recupero del movimento, alla base delle azioni riabilitative successive, e la conseguente ripresa delle attività della vita quotidiana del paziente.

Essere efficaci nella terapia deve essere il nostro primo obiettivo. Non dimentichiamoci che anche la tecnologia può venirci in soccorso per poterlo raggiungere.

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Scopri USF1 – Crioultrasuono

1. Knight KL. Cryotherapy in sport injury management. Human Kinetics, Champaign, IL. 1995.
2. Sabiston KB, et al. The effects of intermittent compression and cold on reducing edema in postacute ankle sprains. Journal of Athletic Training. 27(2):140; 1992.
3. Mirkin G, Hoffman M. Sports Medicine Book. Little, Brown and Co., NY. 1978.
4. Dyson M, Suckling J. Stimulation of tissue repair by ultrasound: a survey of the mechanisms involved. Physiotherapy. 63: 105-108; 1978.
5. Byl NN, McKenzie AL, Wong T, et al. Incisional wound healing: a controlled study of low dose and high dose ultrasound. J. Orthop. Sports Phys Ther. 18: 619-628; 1993.
6. Binder A, Hodge G, Greenwood AM, et al. Is therapeutic ultrasound effective in treating soft tissue lesions?  Br. Med. J. 290: 512-514; 1985.