Molte volte mi sono chiesto come formatore e come utilizzatore il perché del  successo della Tecarterapia così diffuso e duraturo. Non si può più parlare di una moda, visto che abbiamo superato abbondantemente il decennio dal suo arrivo in Italia.

La tecarterapia non è una metodica validata scientificamente, vedi qui per sul suo funzionamento. Zero EBM.

Sicuramente è stato il mezzo fisico con la più grande azione di marketing nella storia della fisioterapia in Italia. Pochi altri hanno avuto ed hanno un vero ufficio marketing dedicato per un prodotto in fisioterapia.

Oggi siamo arrivati al punto più alto e più basso della diffusione della tecarterapia.

Le sentenze dei tribunali stanno facendo chiarezza sulla legittimità di brevetti e marchi depositati. Nel contempo decine e decine di prodotti, molti di discutibile valore, arrivano sul mercato e vengono sponsorizzati da pseudo specialisti di prodotto che sposano cause commerciali senza avere una preparazione ad hoc e una storicità da esperti utilizzatori. Esiste una verità commerciale inoppugnabile.

La TECARTERAPIA in un centro di fisioterapia deve essere presente al pari del titolo di studio degli operatori. 

È una realtà che piaccia o no. Per correttezza va precisato che senza una corretta formazione in terapia manuale è praticamente impossibile essere competitivi sul mercato. L’integrazione terapeutica tra terapia manuale e mezzi fisici ad alta tecnologia è e sarà la sfida per il futuro delle scienze riabilitative. Un impegno di chi libero da dogmi, saprà creare e sperimentare nuove sinergie, volte esclusivamente al miglioramento dei risultati per il nostro paziente. Ma lasciamo da parte queste argomentazioni che fanno tremare la sedia agli adulatori dell’ EBM in terapia manuale, ricordiamo che l’innovazione nasce spesso da visionari, che pensano che sia sempre possibile creare qualcosa di migliore.

Torniamo alla tecarterapia e al suo straordinario successo! Le termoterapie fanno parte della storia dell’umanità da oriente ad occidente.

Basti pensare alle terme per gli antichi romani o alla moxibustione in medicina tradizionale cinese. L’iperemia ha un effetto benefico sulla biologia tissutale. Le modalità con cui creiamo un effetto termico e un cambio di perfusione ematica sono importanti.

Possiamo farlo con un onda ettromagnetica o con un mattone caldo.

Possiamo farlo in aree di trattamento piccole o molto ampie, possiamo utilizzare termoterapie esogene ed endogene, possiamo controllare il tempo di applicazione e stabilire la cadenza delle giornate di trattamento, ma una vera e propria dose in relazione allo stato della patologia siamo molto lontani dal poterla calcolare. Se pensi che la tecarterapia si può utilizzare con un concetto reale di atermia smetti di leggere questo articolo e contattami urgentemente in privato! L’atermia è una semplificazione didattica! Cedere calore non è sempre indicato e capire quali sono i criteri di esclusione al trattamento è semplice. Conoscere le contro indicazioni assolute al trattamento dovrebbe far parte del bagaglio professionale di ogni fisioterapista e quindi passiamo oltre.

L’iperemia ha un effetto benefico sulla biologia tissutale.

Le modalità con cui creiamo un effetto termico e un cambio di perfusione ematica sono importanti. Possiamo farlo con un onda ettromagnetica o con un mattone caldo. Possiamo farlo in aree di trattamento piccole o molto ampie, possiamo utilizzare termoterapie esogene ed endogene, possiamo controllare il tempo di applicazione e stabilire la cadenza delle giornate di trattamento, ma una vera e propria dose in relazione allo stato della patologia siamo molto lontani dal poterla calcolare. Se pensi che la tecarterapia si può utilizzare con un concetto reale di atermia smetti di leggere questo articolo e contattami urgentemente in privato! L’atermia è una semplificazione didattica! Cedere calore non è sempre indicato e capire quali sono i criteri di esclusione al trattamento è semplice. Conoscere le contro indicazioni assolute al trattamento dovrebbe far parte del bagaglio professionale di ogni fisioterapista e quindi passiamo oltre.

La tecarterapia funziona anche in mani inesperte molto più che in altre metodiche, questo mi affascina e mi costringe a ricercare la soluzione che va al di fuori del solo ambito dell’EBP, da cui probabilmente la tecarterapia prende vita.

Va inoltre sottolineato che questa straordinaria forma di energia nel trattamento di un distretto corporeo agisce a vari livelli. Innescando processi connettivale e fasciale, muscolari e neurologici, di tipo riflesso e vascolari. Tutto questo per dire che molto spesso il solo fatto di accenderla e passarla come un ferro da stiro sul paziente può portare effetti terapeutici. Questo genera confusione e allontana molti giovani dall’approfondire le tecniche di terapia manuale e di analisi funzionale.

La tecarterapia non è la panacea, è uno strumento che non rappresenta un continuum con le mani del fisioterapista ma bensì con il suo cervello.

Andiamo a vedere cosa succede durante un trattamento di tecarterapia e analizziamolo da più punti di vista.

Compliance (piacere e significato)

Prendersi cura di se ha un significato profondo. Anche l’inconscio è coinvolto durante il trattamento. La tecarterapia è un trattamento piacevole che unisce l’alta tecnologia con il fascino e l’efficacia di del massaggio. Il contatto fisico innesca meccanismi ancestrali e la sensazione di piacevole e profondo calore rende il trattamento una vera esperienza sensoriale.

Mobilizzazioni (il movimento è vita)

La metodica da sempre ha incluso la mobilizzazione articolare o connettivale all’interno del trattamento. Mobilizzare durante e subito dopo il trattamento è il cuore della metodica. Movimenti attivi e attivi assistiti ma anche riposizionamemti articolari e movimenti accessori sono utili per rendere straordinario il trattamento.

Effetto termico (l’energia che cura)

Che l’iperemia abbia effetto sui disturbi del sistema muscolo scheletrico è cosa ben nota. Seguendo la legge di Lehmann, l’aumento termico graduale favorisce l’ossigenazione dei tessuti, lo smaltimento dei cataboliti dell’infiammazione e un aumento metabolico locale. Va inoltre citato il rapporto tra calore/energia e terapie riflesse, sia che esse siano di natura strutturale che natura energetica.

Empatia (effetto placebo)

Il paziente e il fisioterapista sono in un contatto che privilegia entrambi. È qui che la tecarterapia conquista facilmente il dato % a due cifre dell’effetto placebo. Nel tempo di trattamento si scambiano informazioni, cresce l’empatia, è un momento magico dove la parola diventa un farmaco e si stimola per la propensione alla guarigione. I pensieri sono chimica e stimolano delle cascate ormonali che influenzano lo stato generale del nostro organismo.

La complessità e la rilevanza degli elementi che entrano in gioco durante un trattamento di tecarterapia ha determinato il successo della metodica.

C’è ancora molto da fare. Sperimentare altre frequenze e forme d’onda, nuovi elettrodi isolanti. Creare integrazioni e modelli con le terapie fasciali e connettivali in generale. Produrre lavori scientifici per poter diffondere all’estero una metodica che ha avuto l’Italia come principale attore della sua crescita. Sarà fondamentale far capire a chi dice: “io alle macchinette non ci credo” che si crede a Dio e ai miracoli di padre pio, gli elettromedicali vanno studiati e conosciuti, quindi si possono conoscere o meno, e non si possono credere.

Luca Luciani

FT, NPL COACH